Europa e oltre

L’occhio della Nsa sul petrolio brasiliano

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Taglio Medio – Geraldina Colotti

Il Datagate – il grande scandalo delle intercettazioni illegali messo in atto a livello mondiale dall’Agenzia per la sicurezza nazionale Usa (Nsa) e rivelato dall’ex consulente Cia Edward Snowden- interseca la guerra in Siria, mostra ogni giorno come per il petrolio e il suo controllo l’intelligence non abbia rispettato confini né obblighi internazionali. A quella maggioranza di cittadini statunitensi contrari all’intervento militare in Siria, è apparso chiaro che la raccolta di dati economici a ogni prezzo è stata obiettivo inseparabile dallo spionaggio cibernetico messo in campo dagli Usa in questi anni. Adesso, il giornalista Glenn Greenwald, che ha raccolto le informazioni di Snowden e che ora lavora per i media brasiliani, ha pubblicato nuovi dati che ne danno ulteriore conferma. Non solo la Nsa sorvegliava la presidente del Brasile, Dilma Rousseff (e anche Enrique Peña nieto, presidente del super alleato Messico), ma seguiva i movimenti della principale impresa petrolifera di stato brasiliana, la Petrobras. 

Secondo le informazioni di Snowden, rese note in questi giorni dalla stampa brasiliana, dove Greenwald risiede, gli Usa spiavano il Sudamerica dalla piccola isola britannica di Ascensione, nell’Oceano Atlantico meridionale che, per via della sua posizione geografica ha giocato un ruolo strategico determinante anche durante la guerra delle Malvinas. La capacità tecnica del centro consente di captare conversazioni telefoniche, posta elettronica e pubblicazioni nelle reti sociali di quasi tutto il Sudamerica. I dati prendono poi la via degli Usa, per essere analizzati in uno dei più grandi centri di intelligence che si trova a Fort Meade, nel Maryland. Il luogo in cui è stato processato e condannato a 35 anni di carcere il soldato Bradley Manning per aver rivelato traffici sporchi e violazioni compiute dagli Usa in Iraq, Afghanistan e dintorni. A luglio, la stampa brasiliana ha svelato l’esistenza di 16 basi di spionaggio illegale esistenti in America latina e soprattutto in Brasile, grande snodo di comunicazioni informatiche per tutto il continente. Allora, tutta l’America latina ha protestato, e ora questo nuovo episodio ha accentuato la crisi diplomatica in corso dal 1 settembre, quando Rousseff ha saputo di essere stata spiata. 
La presidente del Brasile ha detto che si rivolgerà all’Onu, e ha dichiarato che annullerà la visita ufficiale negli Stati uniti, prevista per il 23 ottobre. E se Barack Obama non fornirà spiegazioni, è disposta ad annullare anche gli accordi commerciali con gli Usa, incluso l’acquisto di aerei da combattimento F-18 Super Hornet, che ammonta a 4.000 milioni di dollari. In un incontro a margine del G20 in Russia, il presidente Usa ha assicurato che risponderà sul tema domani.

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