Ad esempio, i progetti ERC e la quasi totalità di tutti i progetti di ricerca a livello europeo sono scritti esclusivamente in inglese. Io sono stato revisore di progetti di ricerca per le agenzie estonepolacca e francese, solo per citarne alcune, e tutti erano scritti in inglese. Nella chimica, fisica, biologia, medicina le pubblicazioni scientifiche recenti sono di fatto esclusivamente in lingua inglese. Nel mio campo, (chimica) non saprei citare una rivista scientifica con un minimo di prestigio la quale accetti articoli in italiano. Posso capire i colleghi di altre aree, come Legge e Lettere, nelle quali la produzione accademica in italiano è invece rilevante.

Tuttavia, non stiamo parlando di una domanda alla delegazione comunale presentata da semplici cittadini. I docenti universitari italiani devono essere necessariamente in grado (e la stragrande maggioranza lo sono) di redigere un progetto in lingua inglese. Non è affatto la fine del mondo se chi eventualmente non fosse in grado di scrivere un progetto in inglese sia estromesso dal finanziamento.

Quindi, posso capire che l’Accademia della Crusca possa storcere la bocca, ma ci sono delle motivazioni serie per richiedere la stesura dei progetti in inglese, perché in questo modo la valutazione ne guadagna in trasparenza e qualità. I discorsi degli accademici sono interessantissimi quando trattano della nostra meravigliosa lingua, ma qualcuno forse dovrebbe riflettere di più prima di parlare di un argomento tecnico come la valutazione dei progetti scientifici. A dirla tutta, il bando PRIN presenta ben altre criticità, delle quali si parlerà in seguito su questo blog, ma la scelta di richiedere la stesura dei progetti in inglese è un’idea ottima e condivisibile.