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Lingue straniere: all’università come al liceo?

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Italians.

Lettera Lingue straniere: all’università come al liceo?

Caro Beppe, ti scrivo per lamentare l’assoluta mancanza di un minimo di idea su come si gestisce la didattica universitaria a livello di programmi in materia di lingue straniere. Mia figlia, dopo aver frequentato il Liceo Linguistico, il cui diploma di maturità attribuisce allo studente un livello di conoscenza B1, si è’ iscritta alla facoltà di Lingue e Letterature Straniere. Con suo sommo disappunto ha scoperto che deve frequentare i corsi di lingue straniere del primo anno ancora al livello B1, il cui corso comprende l’insegnamento della grammatica base: verbi, aggettivi, avverbi etc… in pratica tutto il programma già trito e ritrito dei primi anni del liceo. Ci chiediamo: non esiste la possibilità di dividere gli studenti in gruppi a seconda della conoscenza della lingua? E’ possibile che i programmi universitari siano un remake di quelli del liceo? Ma, nelle università all’estero cosa accade invece? Saluti,
Alessandra Silvagni – Riccione (RN), alesilvagni.as@gmail.com
(Da italians.corriere.it, 20|10|2017).

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