L'ERA alle Nazioni Unite

Lingua comune della specie umana alle Nazioni Unite, 6 agosto 2015.

S.E. A. Laura Elena Flores Herrera
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S.E. A. Laura Elena Flores Herrera

Lingua comune della specie umana alle Nazioni Unite, aggiornamento del 6 agosto 2015.

Concluse le due settimane di trasferta a New York di Giorgio Pagano per la campagna Radicale per la “Lingua comune della specie umana” alle Nazioni Unite.
L’attività al Palazzo di Vetro si è concentrata sulla sensibilizzazione delle Rappresentanze dei vari Stati circa la grave assenza, tra gli obiettivi del Post-2015 delle Nazioni Unite, di un punto riguardante, in una epoca di globalizzazione matura, l’adozione e l’implementazione di una lingua comune dell’umanità. Assenza tanto più grave in quanto dibattuta e approvata all’unanimità (ma poi bloccata dal veto francese) addirittura nel 1922 dalla Organizzazione progenitrice delle Nazioni Unite, la Società delle Nazioni.
Cinque gli Ambasciatori plenipotenziari incontrati: del Benin, della Danimarca, dell’Irlanda, di Panama e della Santa Sede. Molto motivata e disponbibile ad operare fattivamente, indipendentemente dagli Obiettivi Post-2015, l’Ambasciatrice Plenipotenziaria di Panama S. E. Laura Elena Flores Herrera, molto positivo altresì il riscontro dell’Ambasciatore plenipotenziario di Haiti Denis Régis, che ha trasmesso personalmente al proprio governo la questione sollevata dal Partito Radicale.
Da ricontattare a settembre perché interessati ma o con l’agenda piena o con i propri Ambasciatori già in ferie: l’Afghanistan, il Brunei, il Cile, Cipro, le Filippine, il Guatemala, la Macedonia, la Polonia, il Portogallo, il Regno Unito, la Repubblica Ceca, la Sierra Leone, la Siria, la Somalia, gli Stati Uniti d’America, il Vanuatu.
Due gli incontri presso la Rappresentanza permanente italiana, per i quali si coglie l’occasione di ringraziare l’Ambasciatore S. E. Sebastiano Cardi.
Un lungo articolo in italiano e in inglese pubblicato da La Voce di New York: “Obiettivo 18 per l’ONU: Esperanto, la lingua comune della specie umana” e “Goal 18 for the United Nations: Esperanto, the Common Language of the Human Species” rispettivamente.
Meno di 4.500 Euro la spesa sostenuta.

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