Politica e lingue

Luca Serianni: aula gremita per l’ultima lezione di uno dei maestri della lingua italiana.

11Letture

Luca Serianni: il professore che ha insegnato agli studenti a mettere l’accento su sé stessi.

Aula gremita questa mattina per l’ultima lezione di uno dei maestri della lingua italiana.

Da questa mattina, la Sapienza e una delle sue pietre miliari si separano ufficialmente. Nella giornata di oggi mercoledì 14 giugno, presso l’aula 1 della Facoltà di Lettere, è andata in scena la lezione di congedo (prima della pensione) di Luca Serianni, linguista e filologo, nonché professore ordinario di Storia della lingua italiana. La sua ultima effettiva lezione, Serianni l’aveva tenuta lunedì 22 maggio, ricevendo un curioso omaggio dai suoi studenti, una perifrasi del sesto canto del Paradiso: «E se il mondo sapesse il valor che ebbe/ Insegnando italiano retto e giusto/ Assai lo loda e più lo loderebbe». Socio nazionale dell’Accademia dei Lincei, della Crusca, dell’Accademia delle Scienze di Torino e vice-presidente della Società Dante Alighieri, è autore di numerosi scritti, tra cui “Grammatica italiana. Italiano comune e lingua letteraria”, “Storia della lingua italiana e Leggere, scrivere, argomentare”.

Tornando alla lezione odierna, Serianni ha esordito ringraziando, oltre tutti i presenti (colleghi e amici e allievi), coloro che sono stati per lui dei punti di riferimento. Il docente ha infatti speso parole dolcissime e commosse nei confronti di Arrigo Castellani (linguista e filologo scomparso nel 2004), di cui è stato allievo e sotto la cui guida ha conseguito la laurea: «È stato il mio maestro. Il suo proverbiale rigore e la sua meticolosità nei dettagli hanno inciso profondamente nel mio percorso». Serianni ha poi voluto ricordare Ignazio Baldelli (linguista e filologo scomparso nel 2008), di cui è stato prima assistente, quindi collega negli anni ’70 e ’80. «Il suo profilo di studioso attento della lingua italiana ha sempre suscitato in me quell’interesse che ho poi coltivato negli anni», ha chiosato il professore.

Il docente de la Sapienza è poi entrato nel vivo della sua ultima lezione, incentrata sul tema dell’insegnamento: il docente ha il compito di formare gli allievi, insegnando loro a scavare tra le proprie motivazioni. Ha poi messo in risalto quanto siano importanti gli esami, tanto per gli allievi quanto per i professori: «Ognuno insegna qualcosa all’altro e chi sceglie di fare l’insegnante non può permettersi il lusso di essere pessimista, perché ogni allievo è una risorsa preziosa». Il linguista ha poi proseguito in merito alla questione del ruolo dell’insegnante, spiegando come va condotta una ricerca, sia essa scientifica, filosofica o letteraria. Che si tratti di un’analisi del testo o di uno studio matematico, l’indagine deve partire da qui, da da qui, da una ricerca introspettiva che colleghi il proprio essere al proprio oggetto di studio. Sagacia e umiltà gli “ingredienti” di partenza.

Oggi gli studenti hanno a disposizione strumenti interattivi che una volta erano inimmaginabili. Il web offre un modo concreto per ampliare le proprie conoscenze, ma, secondo il professore, non può in alcun modo sostituire lo studio sui libri di testo. Serianni ha poi portato all’attenzione dei presenti l’importanza del rapporto semantico tra un vocabolo e il suo contrario, operando un confronto tra “evoluzione” e “involuzione” e tra “concordia” e “discordia”. Invitando a non fermarsi soltanto a ciò che è chiaro: «tutti sanno che involuzione è il contrario di evoluzione» ma andando a scavare alla radice della parola, il docente ha affermato che il lessico è parte di ognuno di noi, la parte dominante.

Al termine della lezione, Serianni ha rivelato a Pontilenews: «Facendo questo mestiere una parte notevole delle cose che si apprendono, che si mettono a frutto, nasce proprio dal contatto con gli studenti». Poi con un sorriso ha aggiunto: «Cosa ho lasciato io agli studenti? Questo bisognerebbe chiederlo a loro. Quello che ho cercato di insegnare, al di là i dati specifici, è sicuramente un certo rigore nell’affrontare l’analisi del testo». Ha infine concluso che, sebbene sia nelle sue intenzioni continuare a insegnare e trasmettere il suo sapere in altre forme, il suo lavoro e la routine gli mancheranno, e non poco.

Insomma, un maestro in tutto e per tutto, uno che non ha mai lasciato niente al caso, uno che ha sempre seguito un metodo in tutto ciò che ha fatto. Luca Serianni, che de la Sapienza è stato un vero pilastro, ha insegnato ai propri allievi a mettere l’accento su sé stessi, e non solo perché, stando alle sue parole, ritiene che togliervi l’accento sia una regola senza una reale utilità, ma perché grazie a insegnanti come lui, i ragazzi imparano a fare affidamento proprio su sé stessi, a mettersi sempre in gioco, a crescere, a scoprire il mondo. Questa l’ultima lezione del docente. Una lezione da portare, per i presenti, nel bagaglio della propria esperienza, insieme ai libri di grammatica. di Stefano Ferrera
(Da pontilenews.it, 14/6/2017).

{donate}

 

Lascia un commento