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25 aprile: trent’anni perché la pace e la nonviolenza siano lingua.

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25 aprile 1987 -25 aprile 2017: trent’anni perché la pace e la nonviolenza siano lingua.

Le annessioni del mondo postmoderno sono linguistiche, gli Imperi sono della mente. Le forme di schiavismo sono mentali. La coercizione si esercita attraverso la manipolazione della mente, dell’immaginario personale e collettivo. Anzitutto attraverso i media.
Se il secolo scorso è stato devastato dal mito della superrazza, quella ariana, questo lo è dal mito della superlingua, quella inglese, e il genocidio da fisico diviene mentale, anziché riguardare pochi popoli ed etnie riguarda tutti i popoli non anglofoni. Riguarda l’intero popolo italiano e gli 80 milioni della diaspora italiana nel mondo.
La dittatura della lingua inglese che classi dirigenti corrotte anche linguisticamente impongono ai propri popoli drena risorse economiche e culturali di ciascun popolo veicolandole verso i 2 principali sostenitori del dominio linguistico inglese sul mondo: quello statunitense e quello britannico.
I tedeschi che occuparono la Francia NON costrinsero i francesi ad imparare obbligatoriamente il tedesco, la Repubblica connivente di Vichy NON si sognò nemmeno di rendere obbligatorio il tedesco nel sistema scolastico francese.
Invece nel 2015 con la “Riforma del sistema nazionale di istruzione e formazione e delega per il riordino delle disposizioni legislative vigenti“, è entrato a regime l’insegnamento obbligatorio, dalle elementari alle superiori, di una qualsiasi materia  in lingua inglese con la sola esclusione di lingua e letteratura italiana, con l’assunzione di lingua madre inglese o il ricorso alla fornitura di appositi servizi alle elementari. 
Prendendo in esame anche solo 20 delle materie insegnabili in inglese (in realtà sono molte di più) e la necessità di un solo libro a materia, con un costo standard di 20 €,  moltiplicando il tutto per i 3 milioni di studenti interessati dal provvedimento la sola perdita editoriale in italiano che passa all’anglofonia è di 1 miliardo e 200 milioni.
Con la Brexit, il 23 giugno 2016 gli inglesi hanno deciso di uscire dall’Unione europea e l’inglese esce dal novero delle lingue comunitarie: il totale fallimento d’imporre la lingua dei più forti a quelli più deboli, come se automaticamente trasformasse i Davide in Golia,  è oggi sotto gli occhi di tutti.   
L’Associazione Radicale Esperanto Onlus è l’unica organizzazione al mondo che si batte politicamente per il diritto dei popoli a pensare nella loro lingua sentendosi anche appartenenti alla specie umana e non annessi a paesi che esercitano il dominio linguistico dell’umanità. 

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