Politica e lingue

L’inglese come unica lingua comune dell’Europa e la chiamano democrazia linguistica (mascherandola con un po’ di latino, un po’ dello Zibaldone leopardiano, un po’ di euroterminologia…).

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Le lingue della politica: il latino sotto l’endorsement.

di Manuela Cipri.

L’interesse e l’attenzione per la democrazia linguistica dell’Unione Europea che desidera e deve conciliare l’uguaglianza e la pari dignità delle sue lingue con la più ampia possibilità di dialogo tra tutti i suoi membri, a livello unionale, nazionale, locale e individuale, si contrappone all’idea più discussa in questi giorni circa il “Brexit”, ossia l’uscita della Gran Bretagna dall’Unione Europea. Ciò evidenzia una questione ancora più importante per il Regno Unito, le possibili spinte indipendentiste all’interno dello stesso paese.

Il Primo Ministro David Cameron ha più volte cercato di sottolineare il fondamentale ruolo del suo Paese per l’esistenza stessa di alcuni principi presenti nell’Unione Europea, la libertà, la pace, la democrazia e il poter accedere e far circolare le idee, senza dimenticare che da anni oltre a costruire una Europa politica si tenta di costruire una Europa linguistica, una Europa della cultura, internazionalizzando la lingua inglese; come si può osservare alle pagine a lui dedicate, l’insistenza ad inserire parole di origine greco-latina e sottotitoli in modo da far comprendere anche ai non parlanti la sua lingua la sua idea di Europa.
È quello che tentano di fare movimenti come l’euroterminologia, “Bilingualism matter”, le conferenze “Toth” su terminologia e ontologia attraverso lo studio delle varie affinità delle lingue, dei popoli, degli scritti, delle persone che hanno popolato e che popolano il nostro continente mettendo in risalto come da una lingua generale si possano creare conoscenze specialistiche. Tra le tante iniziative, non devono passare inosservate le idee portate avanti dell’ ANILS (Associazione Nazionale Insegnanti Lingue Straniere) che affronta, oltre ad aspetti squisitamente linguistici e pedagogici, temi quali “Citoyenneté et identité: les limites de la perception interculturelle”, “Education for democratic citizenship: new challenges in a globalized world”, “Quale lingua parleranno gli europei di domani?”, “La ricezione del Quadro di Riferimento Europeo – Italiano L2” . L’idea di un portale sulle case per gli scrittori, di Tiziana Colusso, che con il suo libro “Torri d’Avorio – e autori in tour”, ci testimonia alcune realtà artistiche presenti in tante parti del mondo, e poco conosciute in Italia. Un modo diverso di entrare in contatto traduttori e scrittori e affrontare le sfide della futura società europea. Iniziative come quella del premio di Poesia dialettale “Pietro Giannone”, organizzata da Vincenzo Luciani, che ogni anno vede proporre nuovi poeti e nuove sonorità sull’importanza delle lingue locali per acquisire conoscenze internazionali. Come sottolinea Leopardi: “Niuna lingua, né viva né morta, si può imparare se non per mezzo d’un altra già ben saputa. Questo è certissimo. S’impara la lingua che non sappiamo, barattando parola per parola e frase per frase con quella che già possediamo [“Zibaldone”, 966]”. L’Europa o Unione europea, ci ha permesso in tutti questi anni di poter mettere in atto, certi pensieri europeisti, sognati, da tanti pensatori nel tempo, da Tommaso d’Aquino a Giordano Bruno, da Campanella a Listz, da Sant’Agostino a Pietro Nenni.
Un’ Europa, prima culturale e poi economica e politica, un’ Europa costruita sul passato per interpretare e affrontare le sfide del futuro, un’Europa, intrisa di conoscenze provenienti sicuramente da uno degli aspetti importanti nella vita degli esseri umani: la comunicazione. Evidenziando che c’è una profonda interazione tra il livello di conoscenza della propria lingua (delle sue varietà, dei suoi registri, dei processi di formazione delle parole, dei cambiamenti del significante, dei percorsi del significato) e la capacità di individuare convergenze con altre lingue e apprezzare le divergenze. La capacità di distinguere tra ciò che nella lingua è locale, idiomatico e gli elementi con valenze internazionali e universali che possono costituire la base di un nuovo auspicabile registro linguistico per la comunicazione unionale. Se gli italiani hanno difficoltà ad imparare le lingue è anche perché hanno bisogno di conoscere meglio la propria. Se uno studente italiano non capisce un testo inglese perché non conosce parole come “resilience2 o “desultory” è perché ignora gli equivalenti italiani e non possiede gli strumenti linguistici e concettuali o le strategie di inferenza per derivarne il significato dal contesto o dal suo paradigma. Resilienza (caratteristica di materiale che rimbalza, che risale), un termine molto usato nella comunicazione quale sinonimo di flessibilità, acquista il suo valore semantico in connessione con le altre parole italiane del paradigma: risalire, saliente (che risalta), saltare, sussultorio, desultorio, assalto, e fa parte di una ampia famiglia eurosemantica: salient, desultory, resilience, resilient, saltar, resaltar, sobresalir, resilente, resiliencia, ressauter, sauter, saillant, saillie, sursauter, tressaillir, sussultoire, subsultant, résilience, résilient. Grazie alle connessioni con le altre parole della famiglia lessicale italiana e quelle di altre lingue che hanno la stessa base semantica, una parola a prima vista opaca come resilienza mette in luce il suo significato letterale e figurato, mostra la sua appartenenza a un euroregistro italiano e la sua valenza internazionale.
Da alcune note dello Zibaldone sembra evidente che Leopardi stesse pensando anche alla creazione di un registro della lingua italiana per la comunicazione internazionale, con “europeismi, vocaboli che pur con piccole modificazioni sono uguali e soprattutto comprensibili” in molte lingue d’Europa: “Una specie di piccola lingua o un vocabolario strettamente universale [1213]”, un vocabolario familiare soprattutto agli italiani perché composto di parole in gran parte “derivate dal latino, benché applicate ad altre significazioni [1214]”. La nostra lingua, grazie al ricco patrimonio di elementi greco-latini e alla creatività neologica documentata da ampia bibliografia, ha grandi possibilità di costruirsi un euroregistro e di dare un importante contributo alla messa a punto di un registro comune per la comunicazione nell’ambito dell’Unione Europea.
Parlare chiaro ai cittadini italiani, ma parlare anche agli europei innalzando il livello della cultura linguistica e della competenza lessicale con un’attenzione specifica verso gli Indici di Diffusione (IDE) e di Trasparenza Europea (ITE). Molte parole italiane elencate tra quelle da evitare e sconsigliate dalla Commissione per la semplificazione del linguaggio amministrativo (Parlo Chiaro) acquistano trasparenza e spendibilità in una prospettiva eurolinguistica. Ad esempio “attergare” (scrivere a tergo) è costruito con lo stesso principio formativo del suo equivalente inglese “endorse” (firmare sul dorso) per estensione metaforica sostenere qualcuno, portarlo sopra le proprie spalle. Nella lingua inglese “endorsemen”t veniva utilizzato nel linguaggio bancario, come girata, firma a tergo; e da qui si è passati poi al significato di approvazione, adesione, sostegno. Dal 2012, una nuova accezione che è diventata di attualità soprattutto nel linguaggio politico, e in modo particolare in tempo di elezioni. Il termine “endorsement”, infatti, è stato usato nel linguaggio giornalistico per indicare il sostegno, l’appoggio a un candidato o a un partito politico: “si moltiplicano l’“endorsment” per Hillary Clinton”, “ President Obama officially endorses Hillary Clinton (Daily news)”; oppure tornando ai termini utilizzati dai giornalisti nostrani per le prossime amministrative comunali: l’ “endorsemen”t di Totti a Giachetti: ‘Io sempre per Roma olimpica’, “Endorsement” di Salvini a Raggi e Appendino.Voterei per loro”. Questa parola latina vestita in abiti anglofoni assume un altro spessore sottolineando come una lingua definita da molti “morta”, riemerga dalle ceneri come la Fenice.
(Da fondazionenenni.wordpress.com, 13/6/2016).

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