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Incendi e aree demaniali: un campionario di burocratese.

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Lettera Incendi e aree demaniali: un campionario di burocratese.

Caro Severgnini, io vivo in campagna in mezzo ai boschi: avevo sentito spesso parlare di norme molto severe in materia della tenuta dei boschi. Mentre per gli incendi in meridione viene considerato un problema fisiologico, i recenti incendi in Piemonte sono un’anomalia: però solo in parte, pare che i piromani si siano attrezzati! Per illuminarmi ho consultato le varie tematiche su internet, ne è venuto fuori un quadro desolante! Decine di pagine, decine di direttive, richiami a settori più disparati, dopo un paio d’ore mi sono arreso. Credo però che la materia vada divisa in due parti: aree di proprietà ed aree demaniali (che sono immense): per le aree private e soggette ad IMU credo sia abbastanza facile intervenire applicando le regole esistenti, se le regole sono disattese, stante i pericoli idrogeologici e di incendi, si può procedere ad un esproprio, che stante lo scarso valore nessuno si azzarderà mai a contestare. Per le aree demaniali la situazione appare abbastanza critica: quasi sempre non vengono applicate le più elementari norme in materia a costi contenuti: realizzare corridoi verticali per evitare l’espansione degli incendi. Non occorre creare uffici o strutture complesse: tutti i comuni dovrebbero avere un ufficio tecnico che stante la criticità in atto pare abbiano poco da fare. Per favore, basta commissioni (o commistioni) speciali! Si potrebbe procedere come per lo sgombero della neve, ma con aziende locali, dotate di macchinari idonei (di cui tutti gli agricoltori sono dotati in varia misura) che potrebbero essere usati in periodi di calma. Di seguito alcuni stralci della Regione Piemonte sulla materia *** Eliminazione sterpaglie e pulitura terreni – Prevenzione rischio incendi – Ordinanza n. 88 del 25.06.2012 *** Il sindaco – Premesso: che frequentemente viene accertato lo stato di abbandono in cui versano alcune aree, sia all’interno che all’esterno del centro abitato, per le quali non vengono eseguite le ricorrenti operazioni di sfaldo dell’erba ed eventuali potature delle essenze arboree riscontrando la presenza di varie… Consideratala necessità di eseguire il taglio della vegetazione incolta, arbusti, sterpaglie e quanto altro possa essere causa di incendio, al fine di scongiurare rischi derivanti da incendio o proliferazione di infestanti, oltre che prevenire rischi per la salute e l’incolumità pubblica… *** Per chi ne ha voglia: un campionario infinito di burocratese!
Piero Vittorio Molino, pierovittoriomolino@libero.it

Da italians.corriere.it, 30|10|2017